“Diventa ciò che sei”. Pindaro

Ricordi quando pensavi che tutto era possibile?

Quando osavi sognare e la vita era un ventaglio di infinite possibilità?

Cosa ti è successo?

Che TE sei diventata?

 

Non so se ti è mai capitato di essere andata in un bar, aver chiesto un tè e che ti abbiano portato un menù con una decina di te diversi dai nomi impronunciabili: Bancha, Lapsang Souchong, Yunnan, Sencha, Darjeeling, Gyokuro, Assam, Gunpowder, Silver Needles, ecc…

Ma quanti tipi di tè esistono in definitiva?

Come qualcuna di voi sicuramente saprà, la pianta del Tè è una sola, e si chiama Camellia Sinensis.

Il procedimento di lavorazione delle foglie del Tè e le reazioni chimiche che avvengono durante la lavorazione  rappresenta il fattore più rilevante per la differenziazione del prodotto finito. Per tale motivo, tutti i sistemi di classificazione suddividono i Tè in grandi Famiglie ( verde, rosso, nero, bianco, giallo, azzurro), all’interno delle quali vengono raggruppate le varietà che condividono determinate fasi del processo di lavorazione e, conseguentemente, presentano alcune caratteristiche comuni.

 A seconda del paese di provenienza i tè acquisiscono caratteristiche molto diverse fra loro e molti dei nomi derivano dalla Regione/Provincia di provenienza o hanno un significato simbolico ( montagna che tocca il cielo, tè riccioluto,…)

Il tè nero (che dovrebbe più propriamente essere chiamato “rosso”, e come tale viene indicato nei Paesi orientali), ad esempio, è il tè più ossidato fra tutti: i suoi processi ossidativi cioè sono indotti e sono spinti a compimento. Durante l’ossidazione si sviluppano il colore scuro, l’aroma e il profumo tipici di questi tè, ma si distrugge parte delle sostanze presenti nelle foglie verdi. Si pensa che questo tipo di lavorazione si sia sviluppato per conservare meglio il tè nei suoi lunghi viaggi verso Occidente.

Adesso prova a pensare al tè nero come se fosse una persona. Questa persona, per una ragione esterna, o interna, ha perso del tutto il proprio “colore” evolvendo e mostrando una personalità molto diversa da quella originaria e, chissà, allontanandosi dalle proprie potenzialità. Infatti dopo la raccolta le foglie della Camellia Sinensis vengono fatte appassire, per poi passare all’arrotolamento delle stesse, allo scopo di spezzare le fibre delle foglie per consentirne l’ossidazione. E chissà, spezzando così sogni, progetti, talenti e passioni.

Un esempio completamente diverso è il Gunpowder, il Tè Verde Cinese più conosciuto nel mondo.  Nella lavorazione del tè verde in generale, l’ossidazione viene scongiurata il più possibile evitando di rompere le foglie, dunque di spezzare le nervature, la cui rottura è la causa prima di ossidazione, conservando così intatti tanti preziosi componenti e il suo colore naturale. Nel caso del Gunpowder però, le foglioline vengono arrotolate su se stesse assumendo così la forma di piccole palline di colore verde scuro.

E’ come una persona che si è chiusa in se stessa. O come un bambino a cui viene detto che i sogni sono sciocchezze. Il bello  di questo tè è che continua a conservare intatta la sua natura e le sue potenzialità; infatti, quando trova l’ambiente ideale (l’acqua con la temperatura corretta) “esplode” in una foglia allungata sprigionando il suo tipico sapore vegetale, fresco e pungente.

Quando una persona mi racconta la fase in cui si trova prima di iniziare un percorso di coaching, le offro il tè che fra tutti, per “procedimento di lavorazione e reazioni chimiche avvenute durante la lavorazione” si avvicina alla sua storia.

Infatti, il primo passo per tornare ad essere quella fogliolina verde e decidere che TE vuoi essere, è diventare consapevole del TE che sei diventata.  Per il tè nero, purtroppo, non c’è possibilità di tornare indietro, ma tu puoi ancora rompere le credenze che hanno impattato nel tuo potenziale e crearne di nuove, perché, sebbene sia vero che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, noi siamo responsabili di noi stessi. Vivi una vita che ti piaccia davvero, in cui stai bene e che non cambieresti per nulla al mondo!

 Tornando a te: sapresti riconoscere per quali processi sei passata?

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