INFUSIONE CONSIGLIATA: TÈ VERDE, ZENZERO, LEMONGRASS, EUCALIPTO. Un tè perfetto per lasciar entrare l’equilibrio e la gioia in tutte le dimensioni della vostra vita. E’ un ottimo tè per eliminare le tossine, che appesantiscono corpo e mente, e rienergizzare i sensi. Considerato uno tra gli ingredienti più preziosi in campo Ayurvedico, lo zenzero rinvigorisce con le sue note pungenti il carattere morbido del tè verde. Combinato al limone, regala una miscela in cui sfumature tanto diverse come quella erbosa, quella agrumata e quella piccante, trovano l’equilibrio ideale.

Acqua 70/80°, Tempo di infusione 2/3 min.

In medio stat virtus“, dicevano i filosofi latini. Dire che la virtù sta nel mezzo significa cercare un equilibrio fra due eccessi opposti, una giusta mediazione fra due estremi. Io credo che la tensione per il raggiungimento di un equilibrio ideale astratto tra le diverse parti della nostra vita possa, al contrario, essere pericolosa.

Preferisco allora parlare di tre alternative al concetto della bilancia: lo scopo, l’attenzione e l’integrazione.

Scopo anziché equilibrio

Dire che bisogna bilanciare il lavoro con il “resto della propria vita” sembra suggerire che il lavoro non faccia parte della vita. Sembra quasi che sia un male necessario. Un modo per guadagnare e godersi la parte buona della vita: quella personale. Non dovrebbe essere così. Il lavoro è una parte importante della vostra vita. Se fai qualcosa in linea con il tuo scopo e valori, il lavoro non toglie nulla alla tua vita, ma al contrario, le aggiunge significato e la arricchisce. Invece di preoccuparci tanto di equilibrio, parliamo piuttosto di come riempire di significato il nostro lavoro. La vita professionale e personale dovrebbero essere alleati, non concorrenti. Dovrebbero alimentarsi una dell’altra. E se odiate il vostro lavoro, il vostro obiettivo non deve essere quello di bilanciarlo, ma di trasformarlo. Perseguire uno scopo è più importante di perseguire un’idea astratta di equilibrio.

Attenzione anziché equilibrio.

Continuiamo con due domande difficili: dobbiamo equilibrare ogni ora, ogni giorno, ogni mese …? E, qual è la percentuale corretta? 50/50, 60/40 …?

Non può esistere una risposta giusta: diverse situazioni richiedono risposte diverse.

La felicità e il successo dipendono molto di più dal riuscire a mettere il 100% della nostra attenzione in ciò che facciamo in ogni singolo momento piuttosto che trovare qualche magico equilibrio tra percentuali arbitrarie. L’equilibrio è un’illusione. Se si sta avviando un progetto professionale, ad esempio, si dovrà sbilanciare la propria vita per un po’: risultati straordinari richiedono sforzi straordinari. Auto castigarsi per questo non farà che aumentare lo stress, l’infelicità e la probabilità di insuccesso. È necessario ovviamente integrare momenti di riposo e di recupero, ma l’attenzione deve essere maggiormente posta in quell’obiettivo. Al contrario, se è appena nato un figlio, si desidera passare la maggior parte del proprio tempo, per alcuni mesi, dedicandosi a lui. Anche questo è sbilanciato, ma va bene così. Sforzarsi quindi di cercare di creare un costante equilibrio nella nostra vita non consente di dedicare tempo sufficiente a ciò che più conta in ogni momento. E in questo continuo tentativo di provarci, si finisce per non fare bene nulla. Questo si traduce spesso in un compromesso intermedio che non soddisfa completamente nessuna “parte della propria vita”.

Più importante dunque delle percentuali di equilibrio (o squilibrio) è che la nostra attenzione si trovi al 100% in quello che facciamo in ogni momento. E’ frequente pensare alla famiglia mentre si lavora e avere preoccupazioni di lavoro mentre si è con la famiglia. L’ attenzione è sempre altrove, mentre la vita scorre. Oggi sappiamo che l’attenzione definisce la nostra realtà. L’autore, del celebre libro “Flow”, Mihaly Csikszentmihalyi afferma: “I momenti migliori della nostra vita non sono tempi passivi, ricettivi, rilassanti… I momenti migliori di solito si verificano se il corpo e la mente di una persona sono spinti ai loro limiti nello sforzo volontario di realizzare qualcosa di difficile e per cui ne valga la pena “. Ti consiglio di vedere questo video:

E una delle ragioni per cui questi momenti ci soddisfano e riempiono così tanto è perché ci richiedono la massima attenzione. Non c’è spazio per le preoccupazioni o senso di colpa per credere che si dovrebbe fare qualcosa di diverso in quel momento per essere più “equilibrati”.

Integrazione anziché equilibrio.

Più che parlare di equilibrio o conciliazione, dobbiamo identificare le cose che sono veramente importanti per noi e integrarle in una narrazione coerente che dia un senso alla nostra vita. L’ approccio che cerca di separare le diverse aree della nostra vita e farle competere una con l’altra fa credere che esista una magica distribuzione di tempi che può portarci alla felicità. La felicità sta nell’integrare, all’interno della nostra vita che è una sola, tutto quello che per ciascuno di noi conta e lasciare che sia la nostra attenzione piena a guidare i tempi che dedichiamo a ciò che conta, in ogni fase e momento.

Riassumendo: La mancanza di proposito è ben più pericolosa della mancanza di equilibrio. E’ meglio non imporsi una visione rigida di equilibrio ma comprendere che lo “ squilibrio” temporaneo non è solo necessario, è auspicabile. E’ necessario definire le priorità in ogni fase della propria vita e dedicare a queste tutta la propria attenzione. Una vita integrata intorno alle cose che per te contano, è molto meglio di una vita “equilibrata”. Non creare separazioni artificiali.

E tu, cosa ne pensi?

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